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Ceriscioli, per la cultura 3% manovra, ma ai soliti noti?

ANCONA, 22 GIU - L'assessore regionale alla Cultura e Turismo Moreno Pieroni e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

L’assessore regionale alla Cultura e Turismo Moreno Pieroni e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Ansa

I fondi per la cultura ammontano al 3% della variazione di bilancio da 121 milioni di euro approvata dal Consiglio regionale. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Ceriscioli, parlando di “un investimento importante che dimostra l’attenzione della Giunta per il comparto inteso come patrimonio storico, architettonico e ambientale, e come volano economico per l’occupazione e la valorizzazione turistica del territorio”. “A fronte della generale diminuzione dei finanziamenti – ha aggiunto l’assessore Pieroni – non faremo tagli lineari, ma sosterremo solo manifestazioni di rilevanza regionale e nazionale”. Tra queste, Musicultura, Macerata Opera Festival, Popsophia e Futura Festival”. Tra le risorse disponibili, oltre a quelle statali, anche i fondi Ue che saranno destinati a 5 realtà culturali “altamente attrattive”, 4 milioni di euro verranno dedicati alle imprese della cultura creativa. Ci sono anche 900 mila per il sostegno alla campagna per Recanati Città della Cultura 2018.

Quindi una linea di intervento che premia la politica dei grandi eventi contro una logica di sviluppo e di creazione di un tessuto di produzione culturale stabile e radicata nel territorio.  Ancora politiche dei grandi eventi, politiche basate sulla precarietà ed occasionalità degli interventi (estati, notti bianche, bonus, domeniche ai musei, eccetera).  Politiche che restituiscono moltissimo in immagine e dal punto di vista economico per chi le promuove, ma in nessun modo influiscono sulla vita vera dei nostri territori, sulle tante periferie, sui bisogni quotidiani, sulla possibilità di arrivare alla cultura nel proprio quartiere, nel rispetto delle possibilità economiche di ognuno.

Al contrario nessun riferimento a politiche finalizzate a creare le condizioni culturali, economiche e sociali per accedere alla cultura e ai suoi luoghi e che garantiscano stabilità e trasparenza agli interventi e ai finanziamenti. Serve un intervento strutturale  per mantenere in vita i luoghi di produzione e di fruizione della cultura nel nostro paese, per sostenere le mille attività e produzioni di quel mondo immenso e diffuso che tutti i giorni e su tutto il territorio col suo lavoro creativo ed artistico contribuisce a far crescere i saperi e la conoscenza, a combattere la passività e la solitudine.

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