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Stornelli loretani

Vi proponiamo una serie selezionata degli stornelli loretani recuperati con cura da Luciano Clementi di Loreto, che gentilmente li ha condivisi con noi.


Faccete alla finestra o ricciolona
dei tuoi capelli neri dammi una rama
dei tuoi capelli neri dammi una rama
per mette all’orologio per la catena.


Fior de grugnale
se fosse malattia fare l’amore
sarebbe tutto el mondo un ospedale.


Quanno nasceste voi nacque bellezza
spuntò lo tulipano in mezzo all’acqua
el sole se fermò dall’allegrezza.


Fiorin d’argento
la camminata tua mi piace tanto
perché cammini col core contento.


L’amoroso mio è tanto carino
non lo baratteria manco co’ l’oro
manco co’ la luna de Gennaro.


Fior de menta
quanno sarà quella giornata santa
ch’el prete me dirà sete contenta?


O tu che fai l’amore con quell’abate
cosa te ne farai se se fa prete?
Un bagio in mano quanno ve ‘ncontrate
un bel mortorio quando morta sete.


Fior de patate
co’ ‘s’occhi me le fate le ferite
e sa la bocca me le risanate.


Ho provato a scrive il vostro nome
e non ce so rescito, anima mia.
La carta s’è rempita de dolore
el calamaro de malinconia.


Tutti me dice ch’el mio amore è nero
e a me pare un garofolo d’oro.
Tutti me dice ch’el mio amore è nero
e a me pare un garofolo vero.


Non me ne voio più, bella, piare
m’avessi d’ammala’ e poi morire
e poi morire, oh là,
Nina mia, damme le ma’,
damme lo core, dammelo pia’,
mette la mano ‘ccanto la mia.


No’ semo de Loreto, tanto basta.
Portamo el cappellino a mezza testa.
Quando passamo facete mosca.


El pozzo de Loreto batte bandiera
curite ragazzine co la pezzola,
che el sor marchese è ‘ndato in villeggiatura.


Chi dice che Loreto non è bello?
Son belle le ragazze che ci stanno,
gli uomini son dipinti con il pennello.


El ponte de Loreto batte bandiera
i Turchi so’ sbarcati alla marina.
I Loretani volene dichiara’ la guerra.


In mezzo al mare ce sta ‘na colonna,
14 pittori a pitturalla,
14, 14, a pitturalla,
a pittura’ le bellezze d’una donna.


La strada della piana m’ha tradito
e non se chiama più strada d’amore,
c’è la maggiorana e s’è seccata,
el garofoletto mio ha perso l’odore.


Vestitevi di nero che v’ho lasciato
fa conto che al mondo più non ci sia
se v’ho voluto bene nel passato se vede
che l’evo fatta ‘na pazzia.


Garofolo piantato a tanta altezza
ed è caduto a terra come casaccia
così andrà a fini’ la tua bellezza.


A le undici di notte passa el treno
nell’ultimo vagone c’è il mio Adamo,
l’ho conosciuto dal cappello nero.


Dindirindio sona el campanello
el sangue me lo fece un ruzzolone,
dicevo che mi scrivesse il mio amorino,
invece l’è il ricatto della pigione.


Belleza che dormite alla supina
del core mio sete la padrone,
del core mio sete la padrona
io so’ lo schiavo e voi la regina.


 

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