newsletter

Specchiomagazine Libri

 
Specchiomagazine Libri Incontro tra storie e lettori
Gruppo Facebook · 3 membri
Iscriviti al gruppo
 

DONAZIONE

A tutti i nostri lettori . Andremo dritti al punto: vogliamo chiederti di proteggere l’indipendenza dello Specchio Magazine. Dipendiamo da donazioni di 10 € in media ma solo una piccola percentuale dei nostri lettori ci sostiene. Se tu e tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donaste 2 €, potremmo permetterci di far crescere l’Associazione lo Specchio e le sue attività sul territorio. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è il prezzo di una colazione o di una rivista nazionale. Questa è la maniera più democratica di finanziarci. Con il tuo aiuto, non negheremo mai l’accesso a nessuno. Grazie.

CLICK E DONA

Sondaggi, ultimo giorno in vista delle amministrative.

Foto da internet

Foto da internet

huffingtonpost.it

Ultimo giorno utile per i sondaggi delle amministrative, e i quotidiani si scatenano pubblicando ciascuno i propri sondaggi a livello locale e nazionale. Il quadro che ne emerge è frastagliato, ma mostra un Partito Democratico che tiene e un Movimento Cinque Stelle che deve confrontarsi con lo spartiacque rappresentato dal caso Pizzarotti. Il prima e dopo Parma emerge chiaramente se si confrontano i sondaggi del Sole24Ore (Cise) e del Messaggero (Swg): il primo – effettuato prima dello scoppio del caso Pizzarotti – mostra a livello nazionale un M5S che incalza, dietro al Pd di poco più di due punti (32,9 vs 30,8); la rilevazione pubblicata sul Messaggero, invece, – successiva all’espulsione del sindaco di Parma – evidenzia un calo dei Cinque Stelle al 25,9%, sotto di oltre sei punti rispetto al Partito Democratico, saldo al 32%.

Scrive il Messaggero:

Dal 12 maggio, quando è esploso il caso Pizzarotti – espulso dal direttorio Di Maio & C. in quanto “colpevole” di non aver comunicato d’aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso d’ufficio – a ieri, i Cinque Stelle sono passati dal 27,2% al 25,9%. E se si va a guardare una settimana prima, quando i Pentastellati avevano il 28%, il calo è adirrittura del 2,1%. “Il movimento di Grillo – spiega Enzo Risso, direttore scientifico della Swg di Trieste – paga la guerra interna e l’evaporare della sua presunta diversità sul fronte della questione morale”.

Questa presunta difficoltà dei Cinque Stelle sembra non applicarsi a Roma, dove tutti i sondaggi danno in pole position la candidata M5S Virginia Raggi (avanti a tutti gli altri dai tre ai sei punti). Poi se la giocano quasi alla pari Roberto Giachetti (Pd) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia). Secondo il sondaggio Demos per Repubblica, Raggi troneggia al 30,5%; seguono Giachetti al 24,5 e Meloni al 23,1. Malgrado il sostengo di Forza Italia, Alfio Marchini si ferma all’11% (sempre secondo Repubblica), poco più di Stefano Fassina (Sinistra Italiana) che raccoglie un lusinghiero 8%: secondo l’analisi di Stefano Folli su Repubblica, è lui la vera sorpresa di Roma.

In caso di ballottaggio, Repubblica e Corriere danno scenari diversi: secondo Repubblica, al ballottaggio con Raggi Giachetti andrebbe meglio rispetto a Meloni (45,8% vs 43,3% della presidente di Fdi); per il Corsera, invece, la vittoria della candidata M5S sarebbe più netta se al ballottaggio andasse Giachetti.

A Milano Giuseppe Sala (centrosinistra) resta avanti rispetto a Stefano Parisi (centrodestra), anche se tra le coalizioni si profila un testa a testa. A Milano – secondo Repubblica – i Cinque Stelle sono al 13,1%: i loro voti potrebbero essere decisivi al secondo turno.

A Torino – dove il sindaco uscente Piero Fassino (Pd) è visto in testa da tutti i sondaggi – si potrebbe verificare un clamoroso sorpasso al secondo turno ad opera di Chiara Appendino (M5S). A Napoli e Bologna – scrive il Corsera – la partita è più scontata. I sindaci uscenti Luigi de Magistris e Virginio Merola non passeranno al primo turno, ma nessuno si aspetta che perdano la poltrona.

Per quanto riguarda la fiducia nei leader, un dato interessante è quello che esce dal sondaggio Tecnè su Libero, che dà un Giovanni Toti (Forza Italia) in testa a tutti con il 34% (in crescita di tre punti rispetto allo scorso anno). Seguono Luigi Di Maio (33%, +6 rispetto al 2015) e Matteo Renzi (33%, -6 rispetto allo scorso anno); Matteo Salvini (29%, -1) e Silvio Berlusconi (28%, -1).

Invia un commento

Puoi utilizzare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>