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Siamo meno marchigiani e più italiani. Diamanti: “Come cambia la regione”

da CorriereAdriatico.it

L'Italia di mezzo (ANCONA Fabio Quirici CORRIERE ADRIATICO)

L’Italia di mezzo (ANCONA Fabio Quirici CORRIERE ADRIATICO)

ANCONA – I marchigiani si sentono “in sintonia con l’Umbria anzitutto, poi con l’Emilia Romagna e la Toscana. Circa metà dei cittadini vede con favore la creazione di una grande regione dell’Italia centrale, l’Italia di mezzo, con i vicini umbri e toscani, che si affianca a un crescente sentimento di appartenenza al riferimento territoriale e simbolico del Centro Italia”.

È quanto emerge da una indagine su “Come sono cambiati i marchigianì negli ultimi anni”, realizzata da La Polis-Università di Urbino, presentata da Ilvo Diamanti oggi all’Istao di Ancona, nell’ambito di un seminario promosso insieme al Consiglio regionale su “Un’Agenda condivisa per una regione europea”.

Mille i cittadini del campione rappresentativo su cui è stata condotta la ricerca, ha spiegato Diamanti, e la maggioranza si sente “più vicina ai toscani che agli abruzzesi”. Rispetto agli anni pre crisi però (l’ultima indagine La Polis è del 2007), i marchigiani si sono “italianizzati”, predominano “l’incertezza, la paura del futuro, il declino ( per il 57 per cento degli interpellati) delle opportunità di lavoro, paure che coprono e moltiplicano – secondo Diamanti – tutte le altre”.

C’è un forte calo di fiducia nelle istituzioni, e prevale l’idea di una “normalizzazione” delle Marche, di una perdita di specificità, anche se l’83 per cento degli intervistati si dice molto o abbastanza soddisfatto di vivere nella regione.

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