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Europa inadeguata. Migranti, il Papa progetta un viaggio in Grecia per incontrare i rifugiati

di Tiziana Testa

Papa Francesco

Papa Francesco

Un gesto forte. Una visita del Papa lì dove l’emergenza migranti è più drammatica. In Grecia, probabilmente sull’isola di Lesbo. La notizia, riportata dalla France presse che cita fonti della Chiesa greca, non viene smentita in Vaticano. Anche se non esiste al momento ancora una data fissata, né un luogo preciso per l’incontro, precisa padre Lombardi a Repubblica.it: “Ci sono contatti in corso, nulla di certo è definito, ma le fonti greche sono autorevoli”. Secondo Ria Novosti, la visita avverrà a Mitilene, sull’isola di Lesbo il 15 aprile. C’è chi parla anche del 14 aprile come possibile data. Proprio alla Grecia Francesco aveva riservato parole importanti, lodandone l’impegno per gli immigranti, nell’indifferenza di molti Paesi europei. Nell’Angelus del 28 febbraio aveva parlato del “dramma dei profughi che fuggono da guerre e altre situazioni disumane”. Sottolineando: “La Grecia e altri Paesi sono in prima linea, stanno prestando ai migranti un generoso soccorso, che necessita della collaborazione di tutte le nazioni”. Invocando poi “una risposta corale” che “equa distrubuzione dei pesi”.

Il 15 aprile è un venerdì, giorno che Francesco sta dedicando – durante il Giubileo – alle opere di misericordia. D’altra parte proprio in un’isola, quella di Lampedusa, avvenne il primo viaggio del Papa: l’8 luglio del 2013. In una messa celebrata con una croce costruita con il legno dei barconi. E i migranti sono quasi ogni volta nel cuore delle sue omelie o dei suoi discorsi, come è avvenuto nella domenica di Pasqua, nella benedizione Urbi et Orbi. Papa Francesco: “Accogliamo rifugiati e migranti in fuga dalla guerra e dalla fame” O nelle parole pronunciate al Palatino nel venerdì santo. O nella scelta della lavanda dei piedi ai rifugiati del Cara di Castelnuovo di Porto.

La notizia arriva a poche ore da un nuovo annuncio dell’Austria, che si dice pronta ad affrontare altri flussi di migranti diretti nel Paese con l’esercito: un centinaio di soldati è già stato inviato, numero che se fosse necessario potrebbe essere aumentato. A dichiararlo è stato il ministro della Difesa, Hans Peter Doskozil, citato dal giornale austriaco Kronen Zeitung. Il ministro nel fine settimana aveva annunciato “controlli massicci al Brennero, anche con i soldati”. Secondo Doskozil, il numero dei migranti al valico è “aumentato in modo spaventoso”.

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