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Il falso “made in” e il mercato della contraffazione minacciano quasi 4.800 imprese artigiane delle Marche. Scarpe, vestiti, capi in pelle; la moda è il settore più a “rischio” e, stando al report dell’Ufficio Studi della Confartigianato, le Marche sono seconde in Italia, dopo la Toscana e prima dell’Umbria, per la quota di artigianato manifatturiero (35%) esposto a concorrenza sleale, percentuale inoltre nettamente superiore alla media italiana (19,8%). Sono 4.792 le attività dell’artigianato che nelle Marche risultano a rischio di contraffazione, un terzo su un totale di 13.691 imprese del manifatturiero artigiano, precisa lo studio della Confartigianato che nel dettaglio fotografa la “mappa” del rischio nelle diverse province del territorio. Particolarmente alto a Fermo, prima per quota di artigianato manifatturiero sotto minaccia di concorrenza sleale (66,6%), quindi Macerata (39,8%), Ascoli Piceno (22,7%) e Ancona (21,9%) e infine Pesaro Urbino (18,2%).

Contraffazioni (ANSA)
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