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Nelle tiepide notti d'estate, gli spettatori potranno godersi l'esperienza estiva del cinema seduti comodamente, esplorando il rapporto emozionale tra cinema e musica. Potranno anche, dopo la proiezione, dilungarsi, parlando di cinema degustando del buon vino e ascoltando musica.

11.07 “Jersey Boys” di Clint Eastwood

18.07 “The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman

25.07 “Tutti per uno” di Richard Lester (il primo film dei Beatles).

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Prodi: denaro BCE non basta, serve più domanda. Draghi ci ha salvato da precipizio, ma c’è fatica dello sviluppo

Romano Prodi (ANSA)

Romano Prodi (ANSA)

ANSA

”Abbiamo bisogno di iniettare più domanda nell’economia, non solo offerta di denaro. Le decisioni della Bce ci hanno salvato dal precipizio, sia chiaro. Le misure di Mario Draghi non hanno precedenti nella storia, ma le Banche centrali fanno quello che possono fare, e hanno esaurito tutto quello che si poteva fare”. L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi lo ha detto parlando ad Ancona, ad una platea di economisti e docenti dell’Istituto per la formazione manageriale intitolato ad Adriano Olivetti.

”Non c’è mai stata tanta facilità di credito – ha osservato – ma la ripresa è faticosa. Direi che c’è una fatica dello sviluppo”. Prodi si è incontrato anche con il consiglio di amministrazione dell’Istao e il presidente Pietro Marcolini, e ha fatto varie domande sulla situazione industriale ed economica delle Marche, dalla crisi Indesit al crollo di Banca Marche. Poi, incontrando i giornalisti, ha riassunto a grandi linee la sua diagnosi: ”gli echi negativi della situazione internazionale sono tanti: pensate cos’è la Russia oggi, con un -2% e una capacità di acquisto che si è ridotta moltissimo, anche per le sanzioni. Pensate a tutto il Mediterraneo: siamo circondati da situazioni di crisi, e questo sta frenando molto le nostre esportazioni”. Inoltre c’è ”un problema generale. C’è tutto un mondo che ha una domanda in difetto rispetto alle capacità produttive, che nel nostro Paese si sono via via ristrette. In Italia – ha sottolineato – negli ultimi anni abbiamo perduto il 15%, forse un pò di più della capacità produttiva. Se la situazione internazionale non fa riprendere lo sviluppo avremo problemi anche in futuro”. ”Non parlo di crollo, di un 1929 – ha puntualizzato Prodi – ma di una fatica nello sviluppo”. L’Italia ha perduto molte grandi imprese nel manifatturiero, ”anche se può ancora contare su un’impresa media, di beni strumentali e di prodotti di lusso, che ha un futuro”. La ripresa però è in salita, nelle Marche come nel resto del Paese.

Germania: immigrazione cambia faccia politica Europa

Il fenomeno delle migrazioni e’ “il problema di oggi e dell’Europa futura: un’emigrazione che sta trasformando anche la realta’ politica. La Germania era l’unico Paese europeo che non aveva partiti populisti. Le elezioni di ieri hanno dimostrato che l’attenzione nei confronti dell’immigrazione cambia anche la faccia politica dell’Europa”.

Prodi, sul PD le polemiche non servono

“Non faccio più politica, la tengo tutta in testa. Come ho già detto più volte, non sono attivo nella politica italiana: la tengo tutta qui dentro”.

Romano Prodi si sfiora la fronte con un dito e sorride rispondendo ai giornalisti che, ad Ancona, a margine di un incontro pubblico dell’Istituto Adriano Olivetti, sul tema ‘Economia e politica in un mondo incerto’ gli chiedono se anche il PD sia oggi un mondo incerto. Le primarie? lo incalzano i cronisti: “non ho niente da dire”.Nessuna replica dell’ex presidente del Consiglio e fondatore dell’Ulivo neppure sul botta e risposta fra Renzi e Bersani su chi ha ‘distrutto’ l’Ulivo, salvo un “le polemiche non servono”.

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