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Se Michela Marzano lascia il PD è una grave perdita, ma come darle torto?

di Gad Lerner

Michela Marzano

Michela Marzano

Michela Marzano, docente di filosofia morale all’Università Descartes di Parigi e deputata del PD, ha annunciato che uscirà dal gruppo parlamentare democratico a seguito della scelta compiuta sulle unioni civili. Essa viola il principio di uguaglianza che dovrebbe porsi alla base di una politica di sinistra. Ho grande stima per Michela Marzano che persegue da anni, sui terreni della ricerca e dell’impegno militante, la necessaria ridefinizione dei diritti e la politica di genere. Mi rattrista la sua scelta. Spero che il gruppo dirigente del Pd comprenda che si tratta di una vera perdita, una sconfitta su cui riflettere. E che molti elettori seguiranno l’esempio di Michela Marzano. Ma, nel rammarico, non posso darle torto.

Allo stesso modo condivido la scelta di Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato, che stasera uscirà dall’aula per non votare la fiducia sulla legge Cirinnà mutilata.

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