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Sabato Nuova Banca Marche accoglie famiglie: caffè, gadget e consulenze finanziarie per lancio nuovo istituto

ANSA.it

Banca delle Marche

Banca delle Marche

Strategia di avvicinamento al mercato dei privati per la Nuova Banca Marche, nata dalle ceneri di BM e dal decreto salva banche. Sabato 13 febbraio le principali filiali di Nuova Banca Marche della regione saranno aperte alle famiglie ”per offrire consulenza su mutui, credito al consumo e altri prodotti finanziari”. Ad accogliere i clienti, ai quali, si legge in una nota, ”sarà offerta una pausa caffè insieme a un omaggio di benvenuto, saranno i direttori, i gestori e i consulenti di filiale, che forniranno informazioni e preventivi sui mutui residenziali prima casa, sulle offerte del credito al consumo e su tutti gli altri prodotti di finanziamento”.

Banca Marche: udienza insolvenza a marzo

Si terrà a inizio marzo l’udienza al tribunale fallimentare di Ancona sull’istanza della Procura di Ancona che ha chiesto la dichiarazione di stato d’insolvenza della vecchia Banca Marche, ora in liquidazione coatta amministrativa e oggetto del decreto salva banche. In aula ci saranno magistrati del pool della procura che indaga sul ‘default’ dell’istituto di credito – il procuratore della Repubblica Elisabetta Melotti, i pm Serenza Bizzarri, Andrea Laurino e Marco Pucilli – e l’attuale commissario liquidatore di BM Bruno Inzitari, uno degli ex commissari straordinari fino alla creazione della Nuova Banca Marche. Non si escludono atti di intervento di creditori o ex amministratori. Se venisse dichiarato, lo stato di insolvenza sarà il presupposto che consentirà agli inquirenti di contestare anche reati di tipo fallimentare, tra cui la bancarotta fraudolenta: fattispecie che potrebbero assorbire alcuni dei reati societari addebitati a vario titolo nell’inchiesta ‘madre’ a 36 persone fra ex vertici e amministratori di BM, 12 dei quali accusati di associazione per delinquere. La bancarotta è punita con una pena tra i tre e i dieci anni di carcere con un termine decennale di prescrizione, che decorre dalla dichiarazione d’insolvenza.

La giunta regionale delle Marche ha dato mandato ai propri uffici legali di predisporre gli atti per la costituzione di parte civile in ”ogni eventuale procedimento” a carico degli ex amministratori della vecchia Banca Marche, presunti responsabili del dissesto miliardario dell’istituto di credito. “La gravità dei reati contestati – ha detto l’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti -, e il numero delle persone coinvolte determinano un danno concreto e consistente nei confronti dei cittadini e dell’intera comunità regionale, che la Regione deve tutelare anche attraverso la costituzione di parte civile”.

Sarà il servizio legale, ha detto Cesetti all’ANSA, a stabilire se la giunta ha titolo per avanzare richiesta di costituzione di parte civile già il primo marzo prossimo, quando davanti al Gup di Ancona compariranno l’ex Dg di Banca Marche Massimo Bianconi, e gli imprenditori Vittorio Casale e Davide Degennaro, indagati per corruzione fra privati in un filone stralcio dell’inchiesta ‘madre’, avviata dalla procura dorica nel 2013. O se l’esecutivo dovrà aspettare la chiusura dell’indagine principale, che vede indagate 36 persone tra ex amministratori di BM e di Medioleasing, ex componenti del vecchio Cda della banca e imprenditori, accusati di reati che vanno dall’appropriazione indebita alla corruzione fra privati, dal falso in bilancio alle false comunicazioni sociali e all’ostacolo alla vigilanza. A dodici degli indagati la procura contesta anche l’associazione per delinquere. ”Con la richiesta di costituzione di parte civile – sottolinea l’assessore – diamo corso ad un impegno assunto in Consiglio regionale. La Regione è la massima istituzione rappresentativa della comunità, e deve far valere le ragioni di tutela della popolazione. Il disastro di BM ha prodotto un danno all’immagine, credibilità, sicurezza, dignità e allo sviluppo economico delle Marche”. Nei giorni scorsi intanto la procura ha chiesto lo stato di insolvenza della vecchia Banca Marche: se il Tribunale accoglierà l’istanza, per gli ex vertici dell’istituto potrebbero profilarsi nuove accuse.

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