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Potenza Picena, Tribunale della Salute sul Consiglio Comunale aperto: le promesse di Maccioni non ci rassicurano

Tribunale della Salute

Tribunale della Salute

Era presente in prima fila anche il Tribunale della Salute, nella persona della responsabile Giovannella Maggini Mazzarella, lo scorso mercoledì, al Consiglio Comunale aperto sulla situazione che coinvolge il Distretto Sanitario e i servizi dell’ASUR nel territorio di Potenza Picena e Porto Potenza.

Dopo aver ascoltato con attenzione i numerosi interventi degli amministratori e dei dirigenti dell’Area Vasta 3, capitanati dal direttore generale Alessandro Maccioni, l’Associazione potentina pensa ci siano alcune importanti problematiche sulle quali non far calare l’attenzione perché ostacolano il pieno diritto alla salute dei cittadini.

A proposito di uno dei temi al centro del dibattito, ovvero la chiusura della guardia medica, Maccioni ha rassicurato che, considerati i tempi di applicazione della riforma sanitaria regionale e le esigenze del territorio legate all’aumento dell’utenza nel periodo estivo, il servizio rimarrà attivo almeno fino al termine della stagione. Tali affermazioni sono tutto fuorché confortanti, in primo luogo perché il Tribunale della Ssalute è a conoscenza di una delibera secondo la quale il servizio di Guardia medica sarà garantito a Potenza Picena solo fino a maggio; in secondo luogo perché, anche se dovesse avverarsi quanto asserito dal direttore generale, a settembre ci ritroveremo nuovamente ad affrontare il problema e a vedere tagliato un fondamentale presidio sanitario per la comunità.

Al dottor Gianni Turchetti, che nel suo discorso all’assise ha descritto il poliambulatorio potentino come “quasi perfetto”, e di conseguenza difficilmente migliorabile, il Tribunale della Salute vuole invece ricordare che esso è stato privato nel tempo di servizi fondamentali – ad esempio la radiologia e la ginecologia – e che dispone di strumentazioni al limite dell’obsoleto, se si pensa all’ecografo, in dotazione da circa dieci anni.

Per quanto riguarda, infine, la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle sullo svolgimento di un’indagine Epidemiologica sul Morbo di Crohn e l’impegno assunto dal dottor Augusto Cingolani, presidente della Commissione sanità del Comune, di coinvolgere i medici di famiglia affinché essa venga realizzata da loro e non attraverso l’Arpam, il Tribunale della Salute si augura che non si debba aspettare diciannove anni come già accaduto nel caso della ricerca sulla tiroide. Un’analisi analoga, svolta dalla Regione dietro richiesta dell’Associazione tra il 1986 e il 1991, rilevò un’incidenza superiore alla media nel territorio di Potenza Picena di alcune gravi patologie, tra cui proprio il Morbo di Crohn: allora furono rilevati 37 casi a fronte dei 4 attesi statisticamente.

Non possiamo non chiederci, senza allarmismi ma con legittima preoccupazione, come sia evoluta la situazione da allora, e ci aspettiamo risposte concrete.

Tribunale della Salute Potenza Picena

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