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“Pronti a svanire” di Roger Hobbs, recensione breve

Pronti a svanire di Roger Hobbs

Pronti a svanire di Roger Hobbs

Recensione BREVE di Valerio Calzolaio

Titolo: Pronti a svanire
Autore: Roger Hobbs
Traduttore: Alfredo Colitto
Genere: Noir
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo: 19 euro

Mar Cinese meridionale. Mesi fa. Nel centro del contrabbando mondiale tre pirati su un peschereccio assaltano con successo uno yacht di contrabbandieri, trovano la borsa con 26 preziosi zaffiri e, inaspettatamente, qualcos’altro. La coordinatrice del colpo è a 300 chilometri di distanza su una limousine. Il killer professionista si accorge del valore della scoperta, elimina i due complici, prova a gestirla da solo col canotto di salvataggio. A riva viene ucciso e decapitato da un atletico biondo con occhi castani in motocicletta. La testa arriva in albergo ad Angela con uno strano messaggio, non sa che lo yacht conteneva altra ricchezza. Solo l’unico uomo che conosce il suo passato può salvarla, si trova in Oregon, non lo sente da 6 anni, riesce a contattarlo e lui parte, è l’Ombra, non ha nome né telefono fissi, tanti pseudonimi quanti passaporti, massimo ogni sei mesi si sposta, paga in contanti, Jack, un 38enne impostore e rapinatore professionista (ha imparato tutto proprio da Angela, la sua mentore a New York, dieci anni prima), polpastrelli bruciati, niente droghe (l’eroina ha ucciso la madre) o mutui o fidanzate e omicidi inutili. Ora debbono trovarsi, salvarsi e svanire.
Il giovane Roger Hobbs (1988!) vive tranquillo a Seattle ed è al secondo successo (“Vanishing games”) della sua Ombra, quello che vive, dorme, mangia solitario, non si fida di nessuno, quando non lavora traduce i classici (greci e latini), cambia sempre tutto il resto: identità, aspetto, residenza, mezzi. Proprio per questo (forse) il personaggio tende a stancare. Mangiare, bere, dormire, conversare non sono all’ordine del giorno; stagioni e sentimenti sono irrilevanti. L’adrenalinica narrazione, in prima e terza varia, è ambientata fra Macao e Hong Kong, con frequenti riferimenti al precedente comune colpo di Kuala Lampur. I protagonisti sono tutti criminali, più o meno violenti ed efferati, più o meno internazionali: competono per procurarsi milioni di dollari (anch’essi in qualche modo proventi criminali e criminogeni), in mezzo a violenze di spie e governi. Non è un giallo, esattamente nemmeno un noir o una spy-story, piuttosto un hard-boiled on the road delle metropoli globali, descritte nei dettagli di tutti i loro non-luoghi. Non a caso Hobbs ha scritto la tesi su Poe e ha vinto premi intitolati a Ian Fleming e al Falcone Maltese.

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