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Un proiettore per Cinelinguaggi

Le donazioni raccolte attraverso la campagna #unproiettorepercinelinguaggi andranno a sostenere il progetto Cinelinguaggi per l'anno 2019. Una raccolta fondi finalizzata all'acquisto di apparecchiature adeguate all'iniziativa: un proiettore digitale con impianto audio. Ti chiediamo di prendere in considerazione l'idea di donare 5, 20, 50 euro o quello che puoi, per sostenere il nostro progetto. Puoi aiutarci donando un contributo volontario tramite carta di credito o PayPal. Per effettuare una donazione online, basta avere una carta di credito Visa, MasterCard, Postepay, American Express, Carta Aura, Maestro, Cirrus, ecc. Basta un click. Clicca sul tasto Donazione e segui le istruzioni. Dona ora!

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VERSUS OFF “LA VOCE DELL’UOMO” TRIBUTO A ENDRIGO

Approvata la riforma RAI. FNSI-USIGRAI: “doppio colpo ad autonomia azienda”

Articolo 21

RAI TV

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Via libera definitivo del Senato alla riforma della governance della Rai. Il provvedimento è stato approvato dall’Aula con alzata di mano, subito dopo il via libera alla fiducia sulla legge di Stabilità. Con la riforma Rai, arriva un “doppio colpo all’autonomia del Servizio Pubblico”. Lo denunciano congiuntamente Fnsi e Usigrai con una nota in cui si sottolinea che “il presidente del Consiglio aveva promesso di togliere la Rai ai partiti e restituirla ai cittadini. E invece l’ha messa alle dirette dipendenze del governo. Con un doppio colpo, Palazzo Chigi ha portato sotto il proprio diretto controllo i 2 pilastri dell’autonomia e dell’indipendenza dei Servizi Pubblici: fonti di nomina e finanziamenti”.

Da oggi – scrivono Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, presidente e segretario generale Fnsi, e Vittorio Di Trapani, segretario nazionale Usigrai, l’azienda “sara’ guidata da un amministratore delegato, quindi da un capo azienda con molti piu’ poteri, scelto direttamente dal governo”. Allo stesso tempo, “con la Legge di Stabilita’, il governo si prende il controllo anno per anno anche dei finanziamenti del Servizio Pubblico, uno degli strumenti piu’ forti per condizionare la gestione e le scelte editoriali della Rai. L’Italia e’ gia’ da troppo tempo in fondo alle classifiche mondiali per la liberta’ di informazione. Ora c’e’ il concreto rischio di scivolare ancora piu’ in basso”.

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