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Dal “Corriere Adriatico” del 30 novembre 1997  – una ricorrenza.

 

Abbazia dei Crociferi di Santa Maria in Potenza

Abbazia dei Crociferi di Santa Maria in Potenza

Da 78 anni un cardinale non veniva in forma ufficiale a Porto Recanati. Era accaduto nel 1919 e si trattava di Vittorio Amedeo Ranuzzi de’ Bianchi, in precedenza vescovo di Recanati (1903-1911).

Negli anni ’20 transitò il cardinale Rafael Merry del Val, che era stato segretario di Stato di Pio X, ma solo per il tempo di una brodettata allo chalet Velluti.

Qualche anno dopo, nel 1928, passò di qui anche il cardinale Augusto Hlond; in quel caso si trattò di una visita privata del primate di Polonia all’amico don Luigi Brunelli, direttore della Casa Salesiana.

Nel dicembre ’97 avemmo finalmente una presenza ufficiale, quella del cardinale Opilio Rossi per celebrare l’ottavo centenario dell’Abbazia dei Crociferi di Santa Maria in Potenza, protagonista, titolò il Corriere, di:

Un glorioso passato

Sabato prossimo 6 dicembre la città vivrà una giornata importante con un programma denso di appuntamenti significativi che potranno coinvolgere il gran numero di cittadini interessati a conoscere la storia del proprio paese e del territorio.

Si comincerà alle 15.30 con il convegno sull’abbazia nel salone degli incontri del castello svevo. In programma il saluto del sindaco e degli organizzatori e poi le relazioni. Nell’ordine: il professor Francesco Nobili Benedetti, il professor don Vincenzo Galiè, il dottor Francesco Pirani e l’onorevole Franco Foschi.

L’anno preciso di fondazione dell’Abbazia è sconosciuto, almeno allo stato della documentazione esistente, ma è certo che i Crociferi debbano aver messo piede nel nostro territorio, per restarci, tra il 1170-’80 e il 1202. Qui fondarono un centro di assistenza e beneficenza per pellegrini bisognosi e ammalati. L’abbazia godeva di rilevanti benefici accordati da imperatori e pontefici … Nel XVIII secolo, ma per un breve periodo, fu occupata dai cistercensi, poi dopo l’invasione napoleonica dell’Italia fu data in appannaggio al viceré Eugenio di Beauharnais e successivamente divenne proprietà della famiglia Borghese. Verso la fine del secolo scorso, i Borghese si disfecero della tenuta, acquisita dalla famiglia Volpini…

Dopo il convegno, il cardinale Opilio Rossi celebrerà un solenne pontificale nella cripta dell’abbazia, alle 18,30, preceduto da una processione che partirà dai dintorni del complesso abbaziale con i cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta, dell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sacro Costantiniano ordine di San Giorgio. A quell’ora sarà scuro: fiaccole e abiti di cerimonia dei cavalieri dovrebbero formare un insieme di grande suggestione. La vecchia abbazia per un po’ rivivrà nelle atmosfere e negli splendori del suo glorioso e fin troppo trascurato passato…(l.p.)

 

Il passaggio di questo mio articolo dove si cita Eugenio di Beauharnais mi dà l’occasione richiamare una vecchia lamentela. Da anni trovo scritto nei dépliants turistici dell’Amministrazione Comunale che Napoleone avrebbe regalato l’abbazia di Santa Maria in Potenza e la relativa tenuta alla sorella Paolina. Non so dove sia nata la leggenda, né mi metterò a cercarlo. Mi interesserebbe invece che nel nostro municipio se la facessero finita con questo falso storico, del che si è dato avviso più e più volte. Ribadisco: l’abbazia entrò a far parte dell’appannaggio del vicerè napoleonico d’Italia, Eugenio di Beauharnais che ne fu titolare fino alla morte (1824); passò poi in proprietà dei suoi eredi diventati nel frattempo duchi di Leuchtemberg (Baviera). Verso il 1845 la proprietà fu rilevata da un pull di ricconi romani tra i quali spiccavano i principi Borghese e poi arrivarono i Volpini. Com’è arcinoto Paolina era diventata anche lei una Borghese, ma morì nel 1825, quando ancora alla nobile famiglia romana il pensiero dell’abbazia dei Crociferi di Porto Recanati non passava proprio per la capoccia. A palazzo Volpini ci sarà qualcuno che si deciderà finalmente a dare ragione alla storia?

E già che ci siamo ne denuncio un’altra di falso storico. Nell’elenco dei sindaci del Porto che sta appeso dietro le spalle del sindaco nel suo ufficio, mancano diversi commissari prefettizi (e questo l’ho fatto notare), e manca pure, il che è piuttosto grave, il primo sindaco di Porto Recanati comune, vale a dire Giovanni Lucangeli (1893-1894). Detto e ridetto e ridetto ancora. Ma, come si dice da noi: cun chi ll’hai Francescantò?

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